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Corte costituzionale, sentenza 23 giugno 2017 n. 147

MASSIMA:"E’ incostituzionale la norma della legge n. 122 del 2010 che, nello stabilire l’onerosità della ricongiunzione verso il regime dell’assicurazione generale obbligatoria dei contributi versati presso gestioni alternative (in precedenza gratuita), ne prescrive la retroattività. La norma venne introdotta in sede di conversione del D.L. n. 78/2010 nella L. n. 122/2010, con decorrenza retroattiva al 1° luglio 2010, colpendo così anche domande di ricongiunzione già presentate dal 1° al 30 luglio 2010 (la legge entrava in vigore il giorno successivo). La Corte dichiara incostituzionale unicamente la retroattività della nuova disciplina, ritenendo che vanifichi in maniera irragionevole l’affidamento legittimo che i...

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Corte di giustizia UE, sentenza 22 giugno 2017, in causa n. 126/16

MASSIMA:"La tutela dei lavoratori in caso di cessione di azienda permane anche nel caso in cui, per assicurare la continuità dell’impresa, i futuri cedente e cessionario concordino, prima e in vista della dichiarazione di fallimento, un ridimensionamento aziendale, attuato poi dagli organi fallimentari. Secondo una prassi in atto nei Paesi Bassi (non prevista dalla legge), in caso d’insolvenza di un’impresa, questa, in vista del fallimento, può concordare con il probabile cessionario un ridimensionamento dell’impresa nel futuro trasferimento (c.d. pre-pack), che viene poi attuato dagli organi fallimentari alle condizioni stabilite dalle parti. Secondo la Corte di giustizia, questa prassi non può...

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Corte di cassazione, sentenza 21 giugno 2017 n. 15380

MASSIMA:"Computabili nella base di calcolo dell’indennità per mancato preavviso i bonus annuali erogati stabilmente. Trattasi dei bonus annuali concordati con un dirigente al raggiungimento di determinati obiettivi, che nel caso di specie la società ogni volta erogava precisando che non erano computabili nella base di calcolo di alcun altro istituto retributivo. Nel dichiarare nulle queste ultime dichiarazioni unilaterali con riferimento all’indennità di mancato preavviso alla luce della sua disciplina legale (art. 2121 cod. civ.), la Corte ipotizza peraltro la possibile validità di accordi derogatori, senza effettuare alcuna analisi critica della giurisprudenza precedente, che ha sempre ritenuto inderogabile dall’autonomia privata, individuale...

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Corte di giustizia UE, sentenza 21 giugno 2017, in causa n. C-44916, Silva Viola

MASSIMA:"La C.G.U.E., a seguito del rinvio effettuato dalla Corte d’Appello di Genova, ha riconosciuto che la prestazione di cui all’art. 65 L.448/1998, in quanto attribuita in forza di requisiti predeterminati e oggettivi (e non attraverso una valutazione discrezionale), rientra nella nozione di “prestazione di sicurezza sociale” e deve pertanto essere riconosciuta a tutti i cittadini stranieri di cui all’art. 12 della direttiva 2011/98 in condizioni di piena parità con i cittadini Italiani. Nello specifico la Corte di Giustizia dell'U.E. ha dichiarato: «L’articolo 12 della direttiva 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa a una procedura unica...

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Corte di cassazione, sentenza 20 giugno 2017 n. 15204

MASSIMA:"Sempre applicabili ai dirigenti, anche di elevato livello, le garanzie procedimentali della previa contestazione disciplinare e del diritto di difendersi. La sentenza si uniforma alla più recente giurisprudenza della Corte in un caso in cui un dirigente di elevato livello aziendale era stato licenziato, senza previa contestazione, per condotte qualificabili come illecito disciplinare. La Corte ha anche ricordato, per contrastarlo, il precedente orientamento negativo e ha precisato che, in caso di violazione delle predette garanzie procedimentali, non è possibile valutare, nell’esempio, la giustificatezza del licenziamento disciplinare, con conseguente applicazione della disciplina collettiva stabilita per il caso di licenziamento ingiustificato del...

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Corte di cassazione, sentenza 15 giugno 2017 n. 14862

MASSIMA:"Vietato in azienda abusare di internet per fini personali. Nel confermare la legittimità del licenziamento (sia pure “degradato” per giustificato motivo soggettivo e non per giusta causa) per il sistematico utilizzo per fini personali del PC aziendale, la Corte supera un paio di obiezioni di particolare interesse sollevate dalla difesa. Anzitutto conferma la ormai ritenuta ridotta rilevanza del codice disciplinare e della conoscenza dello stesso ai fini del licenziamento disciplinare, volta che afferma che ogni grave o notevole inadempimento degli obblighi fondamentali connessi al lavoro, quali quelli previsti dagli artt. 2104 e 2105 cod. civ., realizza le fattispecie legali di...

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Corte di giustizia U.E., sentenza 13 giugno 2017, in causa n. C-258/14, Florescu

MASSIMA:"Non contrasta col diritto dell’Unione una legislazione nazionale che vieta il cumulo di una pensione del settore pubblico di ammontare superiore ad una certa soglia con altri redditi da lavoro con una pubblica amministrazione. In Polonia, alcuni magistrati ricoprivano altresì, come consentito dalla legge dell’epoca, un incarico retribuito di insegnamento presso una facoltà di giurisprudenza. Tale situazione era proseguita anche col loro collocamento in pensione, fino all’approvazione, nel 2009, di una legge più restrittiva, finalizzata, in genere, alla riduzione delle spese delle amministrazioni pubbliche del Paese, in attuazione di un memorandum di intesa della Polonia con la U.E. funzionale all’ottenimento...

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Tribunale di Milano, sentenza 13 giugno 2017 n. 15954

MASSIMA:"Illegittimo il licenziamento del conducente di autobus positivo a uno specifico test tossicologico. Nel caso in esame, il giudice dichiara illegittimo il licenziamento del conducente di autobus risultato positivo a un test tossicologico (per uso di cannabis). Secondo la normativa regionale sono consentite verifiche sanitarie senza preavviso sui lavoratori addetti a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, con rimozione del dipendente dal ruolo nel caso di accertata tossicodipendenza. Il risultato positivo a un solo test non consente però di dire che il lavoratore ricorrente abbia una dipendenza da droghe, né che le abbia assunte o ne subisca gli effetti...

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Corte di cassazione, sentenza 12 giugno 2017 n. 14566

MASSIMA:"Ai fini della responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro, il dipendente deve provare unicamente il danno subito nel lavoro, la nocività dell’ambiente e il nesso di causalità tra l’uno e l’altra. La Corte conferma il principio in un caso di infortunio occorso a un infermiere in ospedale per l’aggressione subita da un paziente, negando ancora una volta che incomba al lavoratore l’onere di dedurre e provare quale comportamento inadempiente all’obbligo di sicurezza di cui all’art. 2087 cod. civ. abbia posto in essere il datore di lavoro. La sentenza ribadisce viceversa che grava su quest’ultimo l’onere...

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Corte di cassazione, sentenza 9 giugno 2017 n. 14454

MASSIMA:"Leciti i controlli a mezzo agenzia investigativa per accertare condotte a danno del patrimonio aziendale. Purché, ribadisce la Corte, i (plurimi) controlli non vengano svolti con modalità maliziose o tali da indurre in errore il dipendente. Nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto legittimo il licenziamento di un addetto alla cassa di un esercizio commerciale al quale, a seguito dei controlli effettuati ripetutamente alle casse dagli addetti di un’agenzia investigativa con modalità tipiche del cliente normale, era stato contestato di non avere effettuato, in ripetute occasioni, la registrazione dell’incasso, trattenendo per sé il prezzo pagato, il che aveva poi trovato...

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