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Tribunale di Milano, 9 maggio 2017, n. 12463

MASSIMA:"l trasferimento di un servizio sanitario da una ad altra azienda sanitaria pubblica, anche se previsto dalla legge regionale, costituisce passaggio di attività ai sensi dell’art. 31 del d.lgs. 165/2001: è pertanto antisindacale il mancato rispetto delle procedure di informazione e consultazione sindacale. Nel caso di specie erano stato trasferito il servizio vaccinale da una Agenzia di Tutela della Salute alla Azienda Socio Sanitaria Territoriale, quale effetto della riorganizzazione delle strutture sanitare previsto dalla legge della Regione Lombardia n. 23/2015, omettendo la procedura sindacale di cui all’art. 47 della l. 428/1990. Il Tribunale respinge la tesi degli enti convenuti che...

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Corte di cassazione, 2 maggio 2017 n. 10636

MASSIMA:"I controlli difensivi "occulti" sono tendenzialmente ammissibili, anche ad opera di personale estraneo all'organizzazione aziendale, in quanto diretti all'accertamento di comportamenti illeciti diversi dal mero inadempimento della prestazione lavorativa, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, ferma comunque restando la necessaria esplicazione delle attività di accertamento mediante modalità non eccessivamente invasive e rispettose delle garanzie di libertà e dignità dei dipendenti, con le quali l'interesse del datore di lavoro al controllo ed alla difesa della organizzazione produttiva aziendale deve contemperarsi, e, in ogni caso, sempre secondo i canoni generali della correttezza e buona fede contrattuale." ...

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Corte di cassazione, sentenza 26 aprile 2017 n. 10310

MASSIMA:"Nel caso esaminato dalla Corte si trattava di un licenziamento plurimo individuale di 18 dipendenti per ultimazione dei lavori nel settore edilizio, intimato più di un mese prima della prevista scadenza dell’appalto in base all’indimostrata soggettiva previsione della cessazione anticipata dei lavori. La Corte, confermando l’annullando dei licenziamenti, ribadisce che il giustificato motivo oggettivo deve essere fondato su elementi di fatto esistenti e verificabili al momento della comunicazione del recesso e non su ipotesi future ed eventuali." ...

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Tribunale di Taranto, 21 aprile 2017

MASSIMA:"Anche nella disciplina del contratto a tutele crescenti, applicabile al lavoratore assunto dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 23/2015, l’omessa contestazione specifica degli addebiti disciplinari (tempestiva e antecedente rispetto al provvedimento licenziamento) esclude in radice la sussistenza di qualsiasi fatto materiale, pur se astrattamente idoneo a fondare un licenziamento per giusta causa, con la conseguente applicazione della tutela reintegratoria. La contemporanea giustificazione del recesso con un motivo oggettivo, per ragioni del tutto generiche e pretestuose, appare strumentale ad evitare la reintegrazione per l’insussistenza del fatto, configurando una nullità del recesso per frode alla legge." ...

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Corte di cassazione, sentenza 19 aprile 2017 n. 9869

MASSIMA:"Nell’ambito di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la sola proposta di assegnare al lavoratore mansioni riconducibili a un livello professionale inferiore non è idonea a soddisfare l’obbligo datoriale di verificare il possibile reimpiego del dipendente in altre posizioni equivalenti. Difatti, l’offerta di ricoprire una mansione alternativa, fatta al lavoratore e da questi non accettata, connotata da un contenuto professionale peggiorativo non assolve all’obbligo del repêchage e non esonera, dunque, l’imprenditore dalla verifica circa la possibile ricollocabilità in mansioni equivalenti. Ad affermarlo è la Cassazione che, aderendo a un orientamento recente emerso in giurisprudenza, pone interamente a carico del datore...

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Corte d’Appello di Milano, 10 aprile 2017, n. 910

MASSIMA:"L’art. 18 della L. 300/1970 non è applicabile al socio lavoratore di cooperativa solo quando la cessazione del rapporto di lavoro derivi da cause di estromissione attinenti al rapporto societario. Nelle cause relative sia al rapporto mutualistico sia al rapporto di lavoro del socio di cooperativa è competente il giudice del lavoro, con applicabilità del “rito Fornero”. Relativamente al merito, quando il rapporto associativo viene a cessare in conseguenza del recesso illegittimo dal rapporto di lavoro – e non viceversa – si applicano le tutele dell’art. 18 della L. 300/70, compresa l’ipotesi di reintegrazione nel posto di lavoro. Tale principio...

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Corte di giustizia UE – sentenza 6 aprile 2017 in causa C-336/15, Unionen

 MASSIMA:"Secondo il diritto dell’Unione, anche dopo un anno dal trasferimento di azienda il cessionario che non stipuli nuove condizioni di lavoro è tenuto a riconoscere ai lavoratori ceduti i diritti retributivi connessi all’anzianità di servizio previsti dal contratto collettivo del cedente. Nel caso esaminato si trattava del preavviso di licenziamento che, secondo il contratto collettivo applicabile dal cedente, veniva prolungato di sei mesi in presenza di una determinata anzianità di servizio del lavoratore. Anche il cessionario applicava un contratto collettivo contenente una norma siffatta, ma sosteneva che l’anzianità utile fosse solo quella maturata presso di sé, in caso di licenziamento...

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