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Cortolex > Sentenze (Page 12)

Corte di cassazione, sentenza 16 Agosto 2016, n. 17108

MASSIMA: E’ sempre il datore di lavoro che deve provare il carattere privato delle telefonate effettuate dal dipendente col telefono aziendale, addotte a motivo del licenziamento disciplinare di quest'ultimo. Il criterio empirico della vicinanza alla fonte di prova non può essere utilizzato dal giudice per derogare al principio posto dall’articolo 5 della legge 604/1966, che attribuisce inderogabilmente al datore di lavoro l’onere di provare la sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento. Sulla scorta di tale principio la Cassazione ha annullato il licenziamento disciplinare comminato da un’azienda a un proprio dipendente per uso eccessivo del telefonino aziendale per scopi...

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Corte di giustizia dell’UE – sentenza 20 luglio 2016, in causa n. C-341/15

MASSIMA: Non è conforme al diritto comunitario la normativa nazionale che priva del diritto all’indennità finanziaria per ferie annuali retribuite non godute «il lavoratore il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito della sua domanda di pensionamento e che non sia stato in grado di usufruire di tutte le ferie prima della fine di tale rapporto di lavoro». Secondo la Corte di giustizia dell’Unione europea, per l’articolo 7 della direttiva 2003/88/Ce, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, è del tutto irrilevante il motivo per cui il rapporto di lavoro si sia risolto e, dunque, in caso di cessazione del...

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Corte di Cassazione – Sezione 3 civile, Sentenza 10 maggio 2016, n. 9367

Massima: In tema di applicazione delle cd. tabelle milanesi di liquidazione del danno, qualora dopo la deliberazione della decisione e prima della sua pubblicazione, sia intervenuta una loro variazione, deve escludersi che l'organo deliberante abbia l'obbligo di riconvocarsi e di procedere ad una nuova operazione di liquidazione del danno in base alle nuove tabelle, la cui modifica non integra uno "jus superveniens" né in via diretta né in quanto e possano assumere rilievo, ai sensi dell'art. 1226 c.c., come parametri doverosi per la valutazione equitativa del danno non patrimoniale alla persona. ...

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Corte di Cassazione – Sezione 3 civile, Sentenza 18 gennaio 2016, n. 679

Massima: In tema di risarcimento del danno biologico, ove la persona offesa sia deceduta per causa non ricollegabile alla menomazione risentita in conseguenza dell'illecito, l'ammontare del danno spettante agli eredi del defunto "iure successionis" va parametrato alla durata effettiva della vita del danneggiato, e non a quella probabile, in quanto la durata della vita futura, in tal caso, non costituisce più un valore ancorato alla mera probabilità statistica, ma è un dato noto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale, dopo avere escluso che la morte del danneggiato fosse riconducibile con certezza, o anche con...

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Corte Costituzionale, Sentenza 22 luglio 2016, n. 187

È ILLEGITTIMA COSTITUZIONALMENTE LA NORMATIVA RIGUARDANTE LE SUPPLENZE DEL PERSONALE DOCENTE E TECNICO-AMMINISTRATIVO (ATA) PER LA COPERTURA DEI POSTI VACANTI E DISPONIBILI, IL C.D.  ABUSO DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO.   Dispositivo: "L’art 4, commi 1 e 11 della legge 3 maggio 1999, n. 124 è incostituzionale nella parte in cui autorizza, in mancanza di limiti effettivi alla durata massima totale dei rapporti di lavoro successivi, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura dei posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza che ragioni obiettive lo giustifichino."   ...

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Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, Sentenza 7 luglio 2016, n. 13882

L’INDENNITÀ PER INFORTUNIO IN ITINERE È RICONOSCIUTA ANCHE PER IL LAVORATORE IN PERMESSO SINDACALE. Massima: La Corte di Cassazione ha ampliato l’ambito di tutelabilità per infortunio in itinere anche per i lavoratori in permesso sindacale, riconnettendo al criterio della “occasione di lavoro” anche l’attività sindacale svolta dal lavoratore nella propria azienda.   ...

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Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile, Sentenza 6 Luglio 2016, n.13818

FALLIMENTO, AMMESSA LA DOMANDA DEL CREDITORE NON AVVISATO DAL CURATORE Massima: Ai fini dell’ammissibilità della domanda ultra-tardiva, il mancato avviso al creditore da parte del curatore del fallimento, previsto dall’art. 92 l.f., integra la causa non imputabile del ritardo da parte del creditore; peraltro, il curatore ha facoltà di provare, ai fini dell’inammissibilità della domanda, che il creditore abbia avuto notizia del fallimento, indipendentemente dalla ricezione dell’avviso predetto.   ...

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Giudice di Pace, Sentenza 24 Febbraio 2016, n. 379

IL PROCEDIMENTO DI ESECUZIONE RELATIVO AD UN GIUDIZIO DI LAVORO È ESENTE DALL’IMPOSTA DI BOLLO, REGISTRO E DA OGNI ALTRA SPESA O TASSA. massima: Nella sentenza del 24 Febbraio 2016, n. 379, il Giudice di Pace accogliendo l’interpretazione estensiva dell’articolo unico della legge 2 Marzo 1958 e successive modifiche ha esteso l’ambito di applicazione dell’esenzione fiscale vigente per le controversie individuali di lavoro anche a quei procedimenti – tra cui l’esecuzione mobiliare e immobiliare – che pur non essendo formalmente contemplati nella norma siano finalizzati alla tutela del credito di lavoro.   ...

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Tribunale di Milano, Sentenza 16 dicembre 2015, n. 3460

LA PRESCRIZIONE QUINQUENNALE PER I CREDITI DI LAVORO DECORRE DALLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO E NON PIÙ, PER LE AZIENDE CON PIÙ DI QUINDICI DIPENDENTI, IN COSTANZA DI RAPPORTO. Massima: Dopo l'entrata in vigore della L. 28 giugno 2012, n. 92 (cd. «Legge Fornero») che ha innovato sensibilmente la cd. «tutela reale» ex art. 18 Statuto dei Lavoratori, anche a fronte di un licenziamento illegittimo, la tutela offerta al lavoratore resta solo di tipo indennitario, senza possibilità di reintegrazione, in modo analogo a quanto tradizionalmente previsto nel regime cd. di «tutela obbligatoria». Si deve pertanto ritenere che dopo tale riforma i lavoratori...

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